La finale
Il risultato
0-1
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E’ finita. Dopo un mese esatto di calcio sono finiti i mondiali di Sudafrica 2010.
E’ finita con un’inedita vittoria delle Furie Rosse spagnole, che hanno battuto in finale l’Olanda in una delle più brutte finali della storia dei mondiali di calcio.
Decide un gol di Iniesta a 4 minuti dalla fine del secondo tempo supplementare, quando ormai erano praticamente certi i calci di rigore. L’Olanda ha impostato la partita sullo scontro fisico, commettendo molti falli e giocando di rimessa. Alla fine vince la squadra più forte, nonostante Robben si sia mangiato un paio di gol non da lui.
Ma perchè la Spagna ha vinto il mondiale? Ecco i 10 motivi principali:
1 – “Pulp can’t be wrong“: anche questa volta il Polipo Paul (o meglio, Paolo, viste le origini toscane del mollusco) lo aveva detto: Spagna campione del mondo.
2 – Casillas non vedeva l’ora di baciare la su fidanzata e conduttrice di Telecinco Sara Carbonero (chiamatelo scemo) dopo la vittoria della coppa.
3 - Iniesta e Xavi sono due marziani, padroni assoluti di tutti i centrocampi.
4 - L’Olanda ha schierato alcuni membri della nazionale di Kung Fu (vedi De Jong, autore di uno splendido calcio rovesciato su Xabi Alonso).
5 – In Spagna avevano già preparato 150 milioni di litri di sangria per i festeggiamenti. Sarebbe stato un peccato buttare via tutto, no?
6 - Al posto di Van Persie l’Olanda ha schierato l’attore della pubblicità della Nike. O comunque uno che non aveva mai giocato a pallone.
7 - I giocatori olandesi si sono inteneriti davanti alle guanciotte di nonno Del Bosque.
8 – A pochi minuti dai rigori gli olandesi hanno ripensato ai rigori di Olanda-Italia a Euro 2000. E hanno preferito perderla subito, piuttosto che ripetere una figura del genere.
9 – Avevo scommesso 10 euro sulla Spagna. Non ho vinto granchè, ma almeno sono rientrato dalle scommesse sull’Italia…
10 - E’ giusto così: la Spagna era la squadra più forte. Onore ai vinvitori e arrivederci a tra 4 anni, cercheremo di riportarci a casa la coppa.

Il post di oggi arriva da Soccerlandia, uno dei più interessanti forum italiani sul calcio nazionale ed internazionale. Ringraziamo Giuseppe e tutti i membri del forum per la partecipazione al nostro progetto e vi invitiamo a visitare Soccerlandia, ne vale davvero la pena!
Ke Nako. In Sudafrica è un saluto, ma ormai è un’espressione conosciutissima anche qua in Italia. Chiunque segua il calcio, non può non avere presente il tormentone che Sky ha lanciato durante le partite del Mondiale di Sudafrica 2010. E’ un ragazzino a dirlo, e la scelta non poteva essere più appropriata. Questo mondiale ha visto protagonisti i bambini, inquadrati incessantemente dalle telecamere di altri mondi, e sempre impegnati a correre dietro una palla come testimonianza del fatto che il calcio può portare allegria anche dove c’è poco da essere allegri. Lamiere, desolazione, povertà , ma basta un pallone da inseguire, e va bene così.Per il momento.
Questo grandioso evento sportivo è stato comunque una grande vittoria per tutta l’Africa. Organizzazione perfetta, partite divertenti e, finalmente, un pò di attenzione su un continente spesso e volentieri troppo dimenticato.

 Dicevamo dei bambini. Ecco, questo è stato il mondiale dei bambini non solo fuori dagli stadi, ma anche nel patinato mondo del calcio vero, quello che, più che sport, ormai si può dire che sia uno show. Non si aspettavano i grandissimi campioni? Tutte le telecamere erano puntante su di loro. C’è chi ne aveva fatto pure una filosofia, (vedi Lippi), puntando sull’esperienza e sull’importanza del nome; ma si è rivelata essere una filosofia perdente. Ci sono voluti tecnici inesperti, ma con idee chiare e con molto coraggio per ricordarci che nel calcio, come in qualsiasi altro campo, il coraggio di rinnovare paga.
Guardiamo la Germania di Joachim Loew, per esempio. Chi è che non trema solo pensando alla reputazione di una delle scuole calcistiche più titolate sulla faccia della Terra? Come diceva Lineker, il calcio è semplice: si gioca in undici contro undici e alla fine vince la Germania. Loew, inizialmente sbeffeggiato, adesso invece profeta in patria, ha avuto il coraggio di mettersi alle spalle tutto, nomi, tradizione, vittorie, e ha puntato sui semisconosciuti giovanotti naturalizzati. Un turco, un brasiliano, uno spagnolo, vari polacchi. Il commissario tecnico della Germania ha scommesso su di loro, il blocco vincente dell’Europeo Under 20 conquistato solo l’anno prima. Affidati i pali al sicurissimo portiere dello Shalke Neuer, in difesa si è saputa esaltare la rivelazione Boateng. Dal centrocampo in su inizia lo spettacolo vero e proprio: Khedira, Schweinsteiger, Podolski, Oezil, Muller e Cacau. Questo mix vincente di freschezza e maturità calcistica ha trascinato Loew e le sue idee dritti in semifinale, dove ha però incontrato un’altra squadra che, puntando sulla “cantera”, ha costruito un futuro che è già presente. E vincente.
Ovviamente parliamo della Spagna. Gran parte del merito va dato alle squadre della Liga che hanno saputo realizzare un progetto dove le nuove generazioni calcistiche hanno un ruolo centrale. Piquè, Sergio Ramos, Iniesta, Fabregas, David Silva, Juan Mata e Fernando Torres sono le garanzie di competitività attuale e di un altrettanto radioso futuro. El niño in questo mondiale non ha brillato soprattutto per problemi fisici, ma anche lui avrà tante chances di rifarsi in futuro.
Come dimostrazione ulteriore del fatto che i giovani sono stati i veri protagonisti di questo Mondiale, la terza semifinalista su tre europee ha seguito la filosofia delle sue due più grandi vicine: l’Olanda infatti ha costruito le sue fortune intorno a due giocatori di esperienza (ma non vecchi anagraficamente), ossia Robben e Sneijder, circondandoli di giovani che hanno finalmente acquisito una mentalità vincente anche a livello internazionale. Gli Oranje hanno così raggiunto un rislutato che non arrivava dai tempi di fratelli Cruijff.
Era doveroso parlare delle europee, perchè questo mondiale anomalo (il primo africano, ma anche di inverno e in altura) romperà un altro tabù: sarà il primo mondiale conquistato da una nazionale europea fuori dal vecchio continente. Ma anche il calcio sudamericano ha dato prova di saper seguire la linea “verde”. Messico, Paraguay e Uruguay hanno raggiunto rispettivamente gli ottavi, i quarti e le semifinali grazie ai loro giovani. Nel Messico in particolare segnaliamo un attacco dalle potenzialità enormi: Hernandez, Vela e Giovanni dos Santos, funamboli le cui qualità sono pronte a esplodere. Nell’Uruguay sono riusciti a mettersi in mostra gli “italiani” Muslera della Lazio e Cavani del Palermo. Suarez è il terzo elemento giovane di gran valore. Mentre nel Paraguay occhio a Barrios e a Valdez.
Infine permettetemi una citazione speciale per il Ghana, squadra giovane, ma soprattutto squadra africana che è arrivata vicinissima a riscrivere la storia del calcio mondiale. Tutta la differenza l’ha fatta una traversa. Gyan prima di tirare avrà pensato a tantissime cose, chissà se per un attimo avrà pensato anche a Mandela. Tutta l’Africa era in apprensione durante quei momenti infiniti, apprensione seguita purtroppo da una grandissima tristezza. Ma l’Africa è giovane, e il Ghana pure. Quest’anno è andata così, arrivederci nel 2014. Speriamo.
Sono passati 4 anni. Ve lo ricordate il 9 luglio del 2006? Io come se fosse ieri.
Mi sveglio alle 10 del mattino, dopo due giorni di festeggiamenti praticamente ininterrotti per la vittoria sulla Germania (per il momento la partita più bella della mia vita, senza dubbio) e due giorni passati 24 ore su 24 davanti alla TV, guardando tutti gli speciali possibili e immaginabili e riguardando centomila volte (commuovendomi ogni volta) gli ultimi 5 minuti dei supplementari. Sono le 10 del mattino, mancano 10 ore alla finale. Per prima cosa compro la Gazzetta (3 copie, così se succede quello che deve succedere ne ho da tramandare ai posteri), mi leggo ogni singola riga, compresi gli annunci di lavoro, poi guardo un po’ di TV, ovviamente solo programmi sul Mondiale. Ma è solo mezzogiorno. Non ce la faccio a tirare le 8. E allora prendo la macchina e vado a mangiare in montagna con la mia famiglia (così passa qualche ora).
Il trucco funziona, il pomeriggio vola e finalmente inizia il collegamento con Berlino. Siamo in 30 a casa mia. C’è Luca con la canotta dei Miami Heat che ha portato bene fin qui, il solito Simone che aspetta fuori dal cancello l’esecuzione dell’inno e tutti gli altri, seduti al solito posto che la sorte ha loro assegnato alla prima partita vinta con il Ghana (“se cambiate posto e si perde è colpa vostra“).
Adesso lo posso dire: io lo sapevo. Dopo il gol di Alex Del Piero l’ho sentito, ne ero sicuro: saremmo stati Campioni del Mondo, dopo 24 anni di sofferenze.
Fatto sta che inizia la partita, passano solo 7 minuti e già siamo sotto, per un rigore che secondo me non c’è, calciato in modo arrogante da Zidane, ma siamo sotto. Mamma mia quanto ho odiato Zidane quella sera.
Per fortuna ci pensa Materazzi 12 minuti dopo a pareggiare. Poi non succede quasi più nulla, l’Italia gioca male, la Francia meglio ma si rimane sempre sull’1 a 1, anche ai spplementari. C’è giusto il tempo per il caso dell’anno, la testata di Zidane a Materazzi. Io reagisco con un gesto dell’ombrello talmente forte da lasciarmi il livido per 10 giorni.
Durante i rigori credo di morire almeno un paio di volte. Ai rigori abbiamo sempre perso, ma questa volta sono sicuro che tocchi a noi. Segnano tutti. Trezeguet si fa perdonare lo sgarbo del 2000 e sbaglia il suo rigore. Del Piero si presenta sul dischetto con una faccia da funerale e lì ho un po’ paura, ma segna anche lui. Poi tutto facile, ultimo rigore dell’uomo della provvidenza, Fabio Grosso, e coppa agli Azzurri. Ha ragione Caressa: guardate dove siete e con chi siete, perchè non ve lo dimenticherete mai! Ci abbracciamo tutti e, lo ammetto, non riesco a trattenere le lacrime. Ma chissenefrega, piangiamo pure, abbiamo aspettato 24 anni! Tutti fuori, in piazza, a festeggiare!
9 luglio 2006, una di quelle date che non dimenticheremo mai.
Sembrano passati 20 anni, oggi è solo il quarto aniversario. Quest’anno è andata male, ma non dimenticherò mai quella serata. Grazie ragazzi.
Il commento al big match di oggi è realizzato da Andrea Ciprandi, titolare di Calciotradotto (l’unico blog in Italia a offrire la traduzione di notizie da siti ufficiali di tutto il mondo) e collaboratore di numerosi siti in Italia e all’estero.
Era anche la sfida fra i leader delle vincitrici delle due Coppe europee del 2010: Sneijder e Forlan. Ha dato decisamente di più l’uruguagio, ma in finale ci va l’olandese.
Primo tempo deludente: Olanda decisamente poco propositiva e Uruguay volenteroso ma dalle poche risorse. Il rosso di Suarez contro il Ghana, jnfatti, pur avendo permesso alla Celeste di conquistare una fantastica Semifinale, ha costretto Tabarez a schierare Forlan di punta con Cavani e conseguentemente una formazione priva di suggeritori. Nella prima frazione qualche spunto di qualità è arrivato dal solo Alvaro Pereira, che però coi suoi cross ha potuto fare poco. Dall’altra parte, l’Olanda è apparsa insolitamente contratta, con Robben e Kuyt lenti sulle ali, van Persie evanescente e Sneijder poco ispirato ma anche senza terminali di riferimento. Non a caso il gioco è venuto un po’ da van Bommel, che come nel Bayern ha fatto da cerniera tra i vari reparti, e un po’ da van Bronckhorst, che sulla sinistra ha trovato poca resistenza al punto da poter pescare il jolly del gol d’apertura con una conclusione dai venticinque metri.
Tutto sommato, però, il primo tempo è stato meglio giocato dai sudamericani, che sulle fasce, dalla mezz’ora in poi, hanno trovato in Maxi Pereira e Caceres (altrimenti incerto in fase difensiva) i due pistoni ideali e in Cavani un buon riferimento avanzato. Nel quarto d’ora finale, poi, Forlan deve aver capito che senza rifornimenti dai vari Arevalo, Gargano e Perez sarebbe stata dura, e col piglio che lo contraddistingue ha cercato e trovato il pareggio con un’iniziativa personale sfociata in una conclusione dalla distanza degna di quella che aveva portato in vantaggio gli olandesi.
Nella ripresa l’Olanda ha cercato maggiore consistenza in fase di spinta anche con l’inserimento poi rivelatosi infelice di van der Vaart, ma la svolta è arrivata solo da una giocata fortunosa proprio nel momento in cui l’Uruguay aveva preso in mano il gioco. Un altro tiro deviato di Sneijder, oltretutto con van Persie in fuorigioco attivo davanti a Muslera, ha portato in vantaggio gli arancioni e poco dopo Robben, di testa, ha segnato ancora staccando proprio dove Lugano, non fosse stato infortunato, l’avrebbe contrastato. Un uno-due letale per l’Uruguay, che non è più riuscito a reagire fino ai minuti di recupero, quando il gol di Maxi Pereira e un forcing impressionante hanno evidenziato come la lucidità ritrovata dai campioni agli ordini di van Marwijk dopo il doppio vantaggio sia stata casuale quanto il successo finale.
Per concludere, allora, all’Olanda è bastato svolgere il classico compitino per avere la meglio su un Uruguay obiettivamente impossibilitato a fare gioco, cui va però riconosciuto un grande impegno che a tratti sembrava potesse bastare a vincere. L’Uruguay ottiene un altro grandissimo risultato nell’anno zero e l’Olanda proverà a vincere il primo, sospirato titolo mondiale.
LE PAGELLE
Muslera 6 ha subito due gol molto particolari, risultando decisivo solo quando l’Olanda era già scappata
M.Pereira 7 poco impegnato in copertura, ha spinto tutto il tempo e segnato il gol del 2-3
Victorino 5,5 non ha sbagliato molto, ma ha perso Robben sul gol dell’1-3
Godin 5,5 poco impegnato in una difesa che ha però subito tre reti
Caceres 6 tanto indeciso in copertura su Robben quanto indispensabile nelle ripartenze
A.Pereira 6,5 su di lui il peso dell’iniziativa offensiva durante tutto il primo tempo
Arevalo 7 un vero mastino cui è toccato provare anche a inventare gioco
Gargano 5,5 invisibile nel primo tempo, in ombra fino a un quarto d’ora dalla fine
Perez 6 ha fatto un lavoro oscuro per contrastare gli spenti centrocampisti olandesi
Forlan 7 schierato forzatamente in avanti, ha creato tutto quel che ha potuto, realizzato un gol e sfiorato il raddoppio su punizione
Cavani 7 anch’egli senza rifornimenti, ha svariato senza sosta su tutto il fronte d’attacco
Abreu e S.Fernandez s.v.
C.T. Tabarez 7 ha dovuto fare le nozze coi fichi secchi, in casa non aveva suggeritori con cui sostituire Forlan né un attaccante puro e mobile al posto di Suarez
Stekelenburg 5,5 ha preso due gol su quattro conclusioni
Boulahrouz 5,5 ha concesso troppo sia a M.Pereira che a Caceres
Heitinga 6 prestazione nella media contro due attaccanti che hanno corso molto
Mathijsen 5 fermo sulle gambe
Van Bronckhorst 6,5 proprositivo e decisivo al momento giusto, è calato nella ripresa
Van Bommel 7 come sempre ha garantito la quantità , e nel centrocampo statico di stasera ce n’era davvero bisogno
De Zeeuw 5 assente
Robben 6,5 non troppo fluido nel primo tempo, ha colto l’attimo in occasione del terzo gol
Sneijder 6 quasi senza idee, sufficienza meritata solo in ragione del fatto che la fortuna se l’è cercata e l’ha trovata
van Persie 5 in generale, inconsistente
Kuyt 5 molto poco proprositivo, sono mancati i suoi classici inserimenti
Van der Vaart 4,5 ininfluente il suo ingresso
Elia s.v.
C.T. van Marwijk 5 non ha saputo scuotere un gruppo che rischiava di essere soffocato

Che lo spettacolo abbia inizio, Signore e Signori!
Mancano pochi minuti ormai, Uruguay e Olanda scenderanno in campo alle 20.30 per la prima delle due semifinali del Mondiale.
Come vi abbiamo anticipato ieri, Parole Mondiali seguirà le ultime, fondamentali partite da molto vicino, con la collaborazione di guest blogger di eccezione.
Si parte stasera con Uruguay-Olanda, che sarà commentata per noi da Andrea Ciprandi, blogger e itolare di Calciotradotto (l’unico blog in Italia a offrire notizie fedelmente tradotte dai siti ufficiali di tutto il mondo). Andrea attualmente scrive, tra gli altri, su Toro News, San Siro Calcio, Gianlucarossi.it, Comunità Italiana di Rio de Janeiro e Calciostruzzo.
Si continua domani con il derby europeo Germania-Spagna, con il commento e le pagelle di Alessio e Alessandro, blogger di Al Baretto del Calciomercato, altro interessantissimo blog che offre un punto di vista diverso sul nostro calcio.
Vi aspettiamo per vivere insieme le ultime emozioni di un Mondiale straordinario!
Eventi di oggi:
URU-NED
Cape Town – h.20.30

Mancano poco meno di 24 ore alle semifinali di questo Mondiale. Ed è stato un mondiale bellissimo, niente da dire, anche se noi (o meglio, la nostra Nazionale) non siamo stati belli per niente.
E’ stato il Mondiale delle sorprese, con le tre principali favorite fuori tra ottavi e quarti.
E’ stato il mondiale dei record. O meglio, lo sarà : perchè ci sono un sacco di primati registrati proprio in Sudafrica, e alcuni sul punto di essere superati. Eccone alcuni:
- Ex-finaliste a casa: per la prima volta, ahimè, le due finaliste dell’edizione precedente escono al primo turno. Il ricordo ancor ci offende…
- FIFA Dè Paperoni: anche dal punto di vista economico Sud Africa 2010 si farà ricordare. Soprattutto per i ricavi record della FIFA: 883 milioni di Euro!
- Casillas pararigori: parando il rigore a Cardozo Casillas è entrato nella storia come primo portiere a bloccare due rigori in due diverse edizioni di un Mondiale (dpo quello bloccato a Harte nel 2002).
- Villa Maravilla: il bomber catalano è a un passo dal record di marcature per la nazionale spagnola, detenuto da Raùl (44 gol in 102 partite). “Solo” 43 quelli di Villa, ma in 63 presenze!
- Klose Uber Alles: addirittura a un passo dal record assoluto di gol segnati ai mondiali per il bomber tedesco! Per il momento il primato è di Ronaldo, che ha collezionato ben 15 centri, uno solo in più di Miro Klose, che ha ancora tempo di raggiungere e superare il Fenomeno.
- Europee corsare: per la terza volta nella storia (dopo messico 86) 3 europee sono in semifinale lontane dal vecchio continente, con il solo Uruguay a difendere l’onore latino. Se una tra Olanda, Germania e Spagna riuscirà ad alzare il trofeo sarà la prima afarlo lontano dal proprio continente!
- Spagna oltre il limite: per la prima volta nella storia le Furie Rosse raggiungono la semifinale di un Mondiale. Strano pensarci, considerando gli anni del Grande Real e tutti i talenti nati in Spagna!
- Germania sicurezza: conquistando la semifinale di Sudafrica 2010 la Germania rafforza un record invidiabile, con ben 13 apparizioni tra le migliori 4 del mondo. Se arriverà in finale staccherà il Brasile, attualmente appaiato ai Tedeschi a quota 7 finali, balzand al comando solitario con 8.
- Svizzera Saracinesca: con la sconfita per 1-0 a favore del Cile (rete subita al minuto 75) la Svizzera ha portato la propria imbattibilità a ben 559 minuti, superando il record precedentemente stabilito dall’Italia tra il 17 giugno 1986 e il 3 luglio 1990.
- Germania graziata: sapete perchè la Germania è in semifinale? Semplice: perchè non ha incontrato l’Italia! Resiste infatti un nostro personalissimo primato (anche se, questa volta, non per merito nostro): la Germania non ha mai battuto l’Italia in una fase finale del Mondiale.
Altre segnalazioni sono come sempre ben accette!
Ci vediamo qui, domani, per una nuova, grande, inedita semifinale: Uruguay-Olanda. Per l’occasione, su Parole Mondiali avremo un ospite di eccezione: il commento post-partita sarà firmato da Andrea Ciprandi, blogger e grande esperto di calcio internazionale, titolare di Calciotradotto (l’unico blog in Italia a offrire notizie fedelmente tradotte dai siti ufficiali di tutto il mondo). Andrea attualmente scrive, tra gli altri, su Toro News, San Siro Calcio, Gianlucarossi.it, Comunità Italiana di Rio de Janeiro e Calciostruzzo. Ringraziamo Andrea per la collaborazione al nostro progetto, vi invitiamo a visitare i suoi blog e vi vietiamo categoricamente di perdervi questo commento d’eccezione!
Il commento al big match di oggi è realizzato da Luciano Cremona, blogger di Calciofilia, interessante blog sul calcio che vi invitiamo a visitare!
Piangi Argentina. Piangi perché Messi non è Maradona. E Diego è più utile in campo che in panchina. C’è troppa, troppa Germania a Città del Capo. Una Germania da spellarsi le mani, tanto sono bravi quei ragazzi in maglia nera che affondano Messi e compagni con un 4-0 che avvisa tutto il mondo: i favoriti, adesso, sono gli uomini di Low. Che lezione.
Schweinsteiger fa il Messi, Klose non sbaglia un colpo, Ozil vede il calcio del futuro, Muller è un dilettante che è diventato grande e rischia di diventare grandissimo. Dov’è l’Argentina in tutto questo? Non c’è. Semplicemente assente. In ritardo sui palloni, a corto di idee e di giocate per colpa di un centrocampo che vede un esterno, Maxi Rodriguez, fare quello che avrebbe dovuto fare Cambiasso. Higuain scompare, solo Tevez e Di Maria hanno il passo per fare male. Invece Messi è ingabbiato, triste e scontato nelle sue giocate, sempre strozzate.
Ci mette solo tre minuti la Germania a mettersi sul treno della semifinale. Muller di testa su invito di Schweinsteiger mette in ginocchio una squadra senza difesa, che paga l’assenza di Samuel ma soprattutto la presenza di Demichelis, davvero disastroso. Otamendi poi è totalmente inadeguato, mentre Boateng, dalla parte opposta, è l’ultimo a mettere la museruola a Messi. Una prestazione da maestro. Né Higuain né Tevez riescono davvero a stuzzicare Neuer.
Succede poi che al 60’ la Germania sembra stanca e sul punto di mollare. E invece arriva la dimostrazione che le scelte di Maradona non potevano essere quelle giuste. Il centrocampo affonda, e la difesa non può reggere. Così Schweinsteiger dirige l’orchestra da campione assoluto. I gol di Friedrich e la doppietta di Klose sotterrano i sogni di un paese che credeva nel suo dio del calcio a occhi chiusi. Poi sono arrivati i terribili tedeschi a svegliare l’Argentina da un sogno impossibile.
PAGELLE
Neuer 6,5 – Sicurezza, anche se gli sfuggono un paio di palloni innocui. Non deve fare miracoli.
Lahm 7 – Prendetelo, se riuscite. Heinze non lo prende mai, duello impari.
Mertesacker 6,5 – Colonna senza sudare, imbriglia Higuain e non gli concede niente.
Freidrich 7 – Festeggia il trasferimento al Wolfsburg con il gol del 3-0. Dietro, non soffre.
Boateng 7,5 – Imperioso su Messi, impeccabile, sicuro, sembra un veterano. Partita perfetta.
Khedira 6,5 – Senza apparire, ma con sostanza. Alla lunga il suo lavoro è prezioso.
Schweinsteiger 9 – Semplicemente divino. La sostanza unita alla qualità , gli assist e i salvataggi, canta e porta la croce. Si veste da Messi e va via in serpentina, poi torna e chiude ogni spazio. Immenso.
Podolski 7,5 – Non segna, ma quanto corre. Come sempre fondamentale nell’economia dei successi tedeschi. Suo l’assist del 3-0.
Muller 8,5 – Gol, meraviglie varie, come l’assist da terra. Il giallo, eccessivo, gli toglierà la semifinale. Un’assenza pesante.
Ozil 8,5 – Il calcio lui lo vede prima. Verticalizza, scappa, dribbla, serve assist deliziosi. È già tra i migliori del mondo.
Klose 8,5 – Quattordicesimo gol ai mondiali, come Gerd Muller, ad uno solo da Ronaldo. Un finalizzatore perfetto per la macchina di Low.
Kroos, Jansen e Trochowsky sv
Romero 5 – Gatto di marmo sul primo gol, poi è il primo ad affondare, senza un guizzo.
Otamendi 4 – Ci si chiede perché sia lì, a combinare disastri, a farsi saltare di continuo, a perdere Muller dopo 3 minuti.
Demichelis 4 – La Champions non ha portato buoni consigli a Maradona. Proporlo perno della difesa è una mossa suicida.
Burdisso 5 – Almeno lotta, almeno atleticamente tiene il passo.
Heinze 5 – Niente di buono, saltato con continuità da Lahm, sempre in difficoltà .
Mascherano 5 – Capitano che scompare, sopraffatto dalla rapidità tedesca. Non ha una spalla, e si sente.
Maxi Rodriguez 4,5 – Perché è lì al centro del campo ad organizzare il gioco, lui che è un’ala?
Tevez 6 – Non gli si può imputare mancanza di grinta: almeno ci prova.
Di Maria 6 – L’unico a calciare in porta, l’unico a cercare uno spunto positivo.
Messi 4 – Imbrigliato, accerchiato. Eppure insiste nel partire palla tra i piedi, infrangendosi sui tedeschi. Non combina niente di buono e sembra anche non avere il carattere per reagire.
Higuain 4,5 – Ogni confronto con Milito diventa ingeneroso. Ma non è solo colpa sua.
Pastore 6 – Meritava più minuti, mette in mostra classe e sfrontatezza.
Aguero sv
Era il 26 giugno 2006. Italia-Australia, ottavi di finale di Germania 2006, novantatreesimo minuto. Rigore (dubbio) per fallo su Grosso, Totti va sul dischetto. L’Italia intera trattiene il respiro. Palla sotto la traversa e Italia ai quarti, con Fabio Caressa che urla 10 volte: Francescooo Totti! Da lì in avanti abbiamo iniziato a crederci, e sappiamo tutti com’è finita.
Ma vi immaginate come sarebbe andata se Totti avesse sbagliato quel rigore? E magari si fosse andati ai rigori, perdendo la lotteria dal dischetto? Come avremmo reagito? Cosa sarebbe successo nel nostro Paese?
Ve lo dico io: sarebbe stato un dramma, una delusione troppo amara da mandare giù, che avrebbe alimentato polemiche e processi per un sacco di tempo.
La stessa cosa è successa ieri, ma non all’Italia: il Ghana, ultimo baluardo del calcio africano, si trova il match ball al centoventunesimo minuto (pure peggio!) con un rigore sacrosanto dopo la parata di Suarez (che per chi non lo sapesse non è un portiere).
Gyan però l’ha sbagliato , e l’Uruguay ha vinto proprio ai calci di rigore. Un dramma sportivo assoluto, accettato con lacrime e dignità dai ghanesi. E allora facciamo un applauso a questa squadra che saluta il mondiale immeritatamente e a testa non alta, altissima.
A casa anche il Brasile, sicuramente con più merito. Personalente un po’ sono contento, ieri i brasiliani hanno fatto proprio la figura dei bambini viziati, tra scenate e capricci.
E oggi il big match: Argentina-Germania ! Seguitela con noi su twitter, e dopo la partita non perdetevi il commento di Luciano Cremona, blogger di Calciofilia !
Eventi di oggi:
ARG-GER
Cape Town – h.16.00
PAR-ESP
Johannesburg – h. 20.30

Ci siamo. Oggi iniziano i quarti di finale.
Fino ad oggi abbiamo scherzato. Abbiamo visto partite più o meno spettacolari, ma pochi scontri decisivi. Abbiamo perso alcuni protagonisti (tra cui i nostri Azzurri el’Inghilterra di Fabio Capello), e scoperto qualche piacevole sorpresa (come le Black Stars del Ghana). Abbiamo visto più di 50 partite (56, per la precisione), ma quelle che contano davvero sono le ultime 7, che decideranno il vincitore di questo Mondiale.
Si comincia con il Brasile che sfida un’Olanda finalmente quadrata e libera dal narcisismo che ha sempre caratterizzato gli Oranje. Stasera, poi, scendono in campo le due outsider: l’Uruguay di Forlan e il Ghana, squadra simbolo del continente ospitante. Ne vedremo delle belle.
Ma il piatto forte arriva domani alle 16.00: Argentina-Germania, la partitissima. La rivincita del 2006: in Germania si concluse con una vittoria dei padroni di casa ai rigori, ma oggi è tutto diverso. Oggi c’è Messi, c’è Higuain, c’è una squadra che vola alto sulle ali dell’entusiasmo trasmesso da Mister Maradona, una leggenda per l’Argentina calcistica e non. Dall’altra parte la Germania multietnica di Ozil, che ha incantato contro l’Inghilterra, stracciata con un perentorio 4 a 1.
Portata conclusiva lo scontro apparentemente scontato tra le Furie Rosse spagnole e il Paraguay che ci ha eliminato. Dico “apparentemente” perchè questo Mondiale ci ha abituato alle sorprese più inaspettate.
Come sempre Parole Mondiali seguirà tutte le partite su Twitter, e per il big match tra Germania e Argentina vi abbiamo preparato una sorpresa: qui, sul blog, il commento sulla partita e le pagelle di Luciano Cremona, blogger di Calciofilia (interessante blog sul calcio che vi invitiamo a visitare). Luciano (che ha seguito i mondiali anche su Sky.it) scriverà per Parole Mondiali un guest post sul partitone di domani. Non perdetevelo!
Bene, si comincia. Tutti davanti alla TV. E su Parole Mondiali, ovviamente!
Eventi di oggi:
NED-BRAÂ
Nelson Mandela Bay/Port Elizabeth – h.16.00
URU-GHA
Johannesburg – h. 20.30